RELAZIONE PROGRAMMATICA
Debbo adempiere, stamattina, ad un compito, che è , allo stesso tempo, doveroso e piacevole.
Devo rendervi partecipi delle linee, che hanno guidato la scelta delle attività, che costituiscono il programma di quest’anno sociale.
Sono partito da alcune considerazioni, scaturite dall’analisi dello stato, delle necessità e dei bisogni del nostro territorio; dopo di che non ho avuto che l’imbarazzo della scelta.
Il primo argomento di riflessione è quello dibattuto ormai da tutti: la crisi economica e la situazione italiana e,da questa, ovviamente, la situazione del mezzogiorno e la mancanza di lavoro. La logica conseguenza mi ha condotto a pensare ai giovani ed al loro futuro.
Ma sono solo i giovani in pericolo ? Non dobbiamo volgere il nostro pensiero anche alle povertà emergenti?
In una società, come quella moderna, in cui bisogna amaramente registrare la perdita di tutti i valori e della centralità dell’Uomo, il Lionismo deve adottare un suo ruolo e, soprattutto, deve assumere, nel territorio, l’impegno di essere e non di apparire.
Passiamo allora alle mie riflessioni
1) LA CRISI ECONOMICA E LA SITUAZIONE ITALIANA
In un quadro generale di forte preoccupazione e di emergenza globalizzata, si inquadra la situazione del nostro Paese che, maggiormente, soffre daL punto di vista economico, per tutta una lunga serie di omissioni e di guasti che hanno origini lontane.
I problemi dell’Italia sono dovuti essenzialmente alla mancanza di materie prime e agli sprechi che, nell’ultimo decennio, hanno caratterizzato la vita pubblica, con un tenore di vita superiore a quella che si poteva permettere una Nazione senza risorse strutturali. Sicuramente la situazione si è aggravata per il diffondersi della corruzione nelle diverse sedi della politica e delle amministrazioni locali, con incoscienti sperperi di denaro pubblico e il sempre più esteso esempio di appropriazioni indebite, che nulla hanno avuto da invidiare alla triste pagina scritta da “tangentopoli”. Nei cittadini è andata sempre più aumentando il distacco verso la politica: il distacco tra la gente comune e i partiti, che hanno perso l’aggancio con la società. Questo stato di cose ha provocato una sempre più crescente insoddisfazione nelle famiglie, manifestata con un più elevato numero di astensioni al momento elettorale. In un quadro così cupo, va, come Lions, elogiato lo sforzo e la disponibilità del rieletto Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel tentare di mettere insieme i cocci di un vaso ridotto in frantumi, nonostante l’amara constatazione che “le sfide e le prove che abbiamo avanti sono più che mai ardue, profonde e di esito incerto”.
Di fronte ad una situazione di polverizzazione sociale, il governo dovrebbe procedere con passo spedito per il rilancio economico e sociale del Paese, per rimettere in moto il mondo del lavoro e dell’impresa e far ripartire gli ingranaggi del motore dello sviluppo, per una nuova occupazione. Noi, come Associazione di servizio, dobbiamo “promuovere i principi del buon governo e della buona cittadinanza”, che in questa fase storica si traduce nella diminuzione dei costi della politica, nella riduzione del numero dei parlamentari e nella riforma del sistema di finanziamento pubblico dei partiti.
2) IL MEZZOGIORNO E LA MANCANZA DI LAVORO
Entro la fine del 2013 i nuovi esclusi dal mercato del lavoro potrebbero aumentare, rispetto allo scorso anno, di quasi 520.00 unità. Questo quadro diventa ancora più preoccupante se si guarda al Mezzogiorno d’Italia, dove l’Istat conferma che il tasso di disoccupazione è ancora molto alto nella regione Campania, saldamente ultima in classifica, preceduta, guarda caso, dalla Calabria e dalla Basilicata. Si ricompone tristemente così il distretto Lions 108YA! La cosa non ci meraviglia!
L?affermazione particolarmente negativa delle regioni meridionali può essere in parte spiegata dalle stime sulle unità di lavoro irregolari, doppie al Sud rispetto al Nord. Nelle agende di lavoro dei vari governi, che si sono succeduti negli ultimi dieci anni, è scomparsa la parola Mezzogiorno. Talvolta la si ritrova quando si parla di sprechi dei Fondi strutturali dell’Unione Europea, o di delinquenza. Il problema del Meridione è l’ esistenza di un’enorme fetta di lavoro nero. Servirebbero misure per favorirne l’emersione, ma soprattutto occorrerebbe più coraggio e più forza. Servirebbe una terapia per il rilancio e la crescita del Sud. Per il Mezzogiorno è fondamentale il rovesciamento dell’impostazione tradizionale, che possa farne il crocevia degli scambi commerciali nel Mediterraneo: al contrario si mettono in cassa integrazione i lavoratori di Gioia Tauro, che invece è un porto fondamentale in una nuova strategia di rapporti con i Paesi che non affacciano sulle regioni meridionali. Tre sono le priorità strategiche che appaiono maggiormente in grado di utilizzare le risorse per il raggiungimento degli obiettivi di crescita: il consolidamento di un tessuto imprenditoriale aperto alle innovazioni e alle competizioni, l’attrazione di nuovi investimenti nazionali ed esteri, la valorizzazione delle specificità produttive, culturali ed ambientali del Mezzogiorno.
Ma, se è vero quanto afferma il il neo segretario Vincenzo De Luca, già sindaco di Salerno, che “siamo di fronte ad una tragedia dalle proporzioni bibliche”: è altrettanto vero che è nostro dovere, come egli stesso esorta, reagire subito. “Tocca, infatti, al Sud riconquistare il rispetto del Paese.”
Possiamo conseguire questo obiettivo solo con una corretta gestione della pubblica amministrazione. Insomma bisogna cominciare a produrre fatti. Le risorse del Meridione sono tante, ma dobbiamo saperle valorizzare fino in fondo: il Mezzogiorno per rilanciare la crescita del Paese deve favorire, con una fiscalità di vantaggio, con una semplificazione amministrativa nuovi insediamenti dal manifatturiero alla energia, dai beni culturali al turismo, che avvicinino il mondo dell’impresa a quello della ricerca e dell’università, in modo da aumentare la produttività del lavoro in rapporto ai suoi costi. Tutto ciò sarà possibile se si individuano interventi per garantire condizioni di sicurezza del territorio, con una seria politica contro le forme di illegalità, se si rende effettiva la confisca dei beni sottratti alla criminalità, e, soprattutto, la loro vendibilità e la loro rimessa in circolazione.
Per rilanciare il Mezzogiorno ci vuole anche un’attenzione diversa al mondo della scuola, che punti, senza equivoci, sulla qualità, sul rafforzamento dei saperi e sul rigore dello studio, combattendo la dispersione scolastica ed aumentando il livello di conoscenza degli insegnanti. Il Mediterraneo, del quale il nostro Meridione rappresenta il Nord geografico, e in molti casi è Nord economico, può diventare invece la sfida per capire quale ruolo il Mezzogiorno potrà svolgere, favorendo così il dialogo tra culture diverse e riscoprendo la brillante intuizione dei colloqui euro mediterranei di Giorgio La Pira.
3) I GIOVANI E IL FUTURO
Da quando l’Istat ha iniziato a diffondere mensilmente le stime sulla disoccupazione, i mezzi di informazione lanciano a scadenze regolari l’allarme sul peggioramento dei livelli occupazionali. I giovani rappresentano la fascia di popolazione che ne ha maggiormente risentito: secondo i dati relativi all’ultimo trimestre del 2013, il tasso di disoccupazione dei giovani tra i 18 e i 30 anni ha raggiunto il 38%, toccando un massimo del 45% per le donne del Mezzogiorno. In termini concreti la crisi ha significato la perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro, soprattutto nelle fasce di età giovanile. Il boom occupazionale che aveva portato ad una drastica riduzione della disoccupazione giovanile degli anni 2000 è dunque annullata e la percentuale di giovani che lavorano è tornata sui livelli della prima metà degli anni ‘90.
La disoccupazione è un indicatore preciso della mancanza di vitalità del mercato del lavoro, tuttavia il disagio occupazionale dei giovani non si esaurisce nella conta di quanti lavorano e quanti rimangono non occupati. L’inserimento lavorativo dei giovani è sempre più problematico, poiché alcune delle caratteristiche tradizionali del mercato del lavoro italiano con la crisi economica e finanziaria globale, si sono radicalizzate.
Attualmente l’Italia in generale, e il Mezzogiorno in particolare, non è un Paese che favorisce i giovani.
Nel Meridione d’Italia l’esodo dei laureati si è triplicato nell’ultimo decennio, senza che a questo flusso di sola andata si contrapponesse una capacità attrattiva dei poli produttivi e di ricerca del Sud, nei confronti dei giovani del Nord e degli altri Paesi. La crisi economica-finanziaria non ha fatto altro che peggiorare la situazione; chi oggi è un giovane precario rischia di essere domani un adulto in crisi permanente e trasformarsi in risorsa inutilizzata a costo sociale. La precarietà del lavoro per i giovani e l’assenza di politiche capaci di ribaltare la situazione, non creano soltanto difficoltà nel presente, ma impediscono investimenti per il futuro in ogni campo; economico, familiare, professionale e la crisi per i giovani diventa, inevitabilmente, oltre che economica, anche relazionale, sociale e psicologica.
I giovani frustrati rappresentano un bacino importante per le attività dell’economia e per il lavoro irregolare o precario e la convinzione che per loro non ci sia posto nel mercato ufficiale, li rende, nella migliore delle ipotesi , disponibili a forme di impiego non tutelate e sottopagate, oppure utilizzabili per attività illegali e di malaffare. E’ necessario allora in un momento di “piena crisi” lavorare tutti insieme, organismi pubblici, società civile ed imprese per la programmazione delle politiche di sviluppo economico. Come Lions non possiamo minimamente spegnere in tanti giovani la speranza di un futuro migliore e permettere quindi alle nuove generazioni di dare libero sbocco all’inventiva, alla capacità prettamente giovanile di mettersi in gioco, scommettendo su una società migliore. Il nostro dovere è quello di combattere la rassegnazione dei giovani e di alimentare la speranza di un futuro migliore, con l’esempio attivo e con l’impegno quotidiano al cambiamento, sostenendo con suggerimenti e fatti concreti i nostri Leo, costruendo percorsi di inserimento lavorativo capaci di sviluppare le competenze acquisite con lo studio.
Proprio con i Leo abbiamo voluto, quest’anno, costruire un percorso comune. Alcune attività saranno svolte insieme, pariteticamente. Questi giovani, infatti, sono la parte migliore di noi stessi. Essi non configurano il nostro futuro, ma noi stessi nella nostra continuità di sentimenti e di valori. Dobbiamo essere lungimiranti: dobbiamo permettere che il valore della nostra esperienza confluisca con l’energia della inesperienza giovanile; bisogna fare in modo che adulti e giovani, vecchio e nuovo, tradizione ed innovazione siano tutti insieme protesi alla costruzione di un domani che sia migliore dell’oggi.
4) IL RISCHIO POVERTA’
Il penultimo articolo del Codice dell’Etica lionistica ci impone di “aiutare gli altri, dando comprensione a chi è in difficoltà, aiuto ai deboli e beni ai bisognosi”. Eppure, l’inverno scorso, pochi centimetri di neve, in Italia, hanno provocato circa 90 morti, che neppure una guerra, oggi, è capace di causare. Ne sono state vittime non solo i senza tetto, ma i poveri in generale, che, senza coperte, senza calore artificiale, non hanno resistito all’intensità del freddo. Oggi nel Mezzogiorno d’Italia i poveri configurano l’8% della popolazione, che rappresenta più del doppio del numero dei poveri del Nord e del Centro-Italia. Ma il dato più allarmante è la recente rilevazione fatta attraverso uno studio del CNL, dell’Istat e dello SVIMEZ, che fotografa l’attuale situazione economica del Sud d’Italia e punta a prevedere la probabilità di diventare poveri nei prossimi anni.
Lo studio determina con calcoli numerici , la quantità di quelli che possono diventare poveri in tempi molto brevi. I ricercatori dello SVIMEZ, nel 2012, hanno misurato nel 35% il rischio di povertà delle famiglie meridionali. Il prof. Giovanni Vecchi, dell’Università Tor Vergata di Roma, ha affermato che il 40% circa delle famiglie non povere, è a rischio di povertà. Accanto ad una povertà assoluta stabile, i cui numeri pure dovrebbero far riflettere in una società in sviluppo tecnologico, emerge una latente fragilità delle famiglie italiane, costrette a convivere ogni giorno di più con il rischio e l’incertezza. I conti economici in negativo, la crescita dei disoccupati e degli sfiduciati, i tagli agli investimenti, non lasciano prevedere un’inversione di tendenza: aumentano sempre più le famiglie povere e sono sempre maggiori gli esempi di famiglie che con dignità affrontano questo loro stato di povertà. Una famiglia su tre, nel Sud, rischia di finire in povertà. Aumentano sempre più i casi di onesti capifamiglia che si tolgono la vita, non riuscendo a sopportare questo nuovo stato di povertà,
Il nostro sistema di credito impedisce erogazioni, intanto le imprese rischiano il fallimento perché non hanno liquidità. Eppure vantano notevoli crediti dagli Enti Pubblici e dagli Enti Locali.
Oggi, senza che neppure ce ne accorgiamo, ci sono nuovi poveri, e sono quelli della “porta accanto”.
In questa drammatica situazione i Lions, che sono solo un’Associazione di servizio, hanno già promosso, attraverso il PID Ermanno Bocchini, la proposta di legge che riguarda la non fallibilità delle imprese, che vantano crediti da Enti Pubblici. Insieme ad Ermanno, ciascuno di noi, deve mettere a disposizione la propria professionalità per i nuovi ed i vecchi poveri:
Non dobbiamo fare opere di elemosina, che non risolvono il problema di fondo; possiamo e dobbiamo manifestare la nostra solidarietà, con una visita medica gratuita, con una consulenza legale non retribuita, con il creare uno sportello di accoglienza per chi non conosce più la fratellanza.
In effetti non si tratta di inventarsi nulla di nuovo.
Dobbiamo solo “incoraggiare le persone disposte al servizio a servire la loro comunità senza personale vantaggio economico“, così come recita l’ultimo capoverso degli Scopi del Lions Club International.
5) LA PERDITA DI VALORI E LA CENTRALITA’ DELL’UOMO
Siamo di fronte ad una crisi economica senza precedenti che ha buone probabilità di trasformarsi in una crisi sociale. La soglia del disagio sociale ormai supera i 4 milioni di persone, 4 milioni di persone che non riescono a far fronte alle spese di prima necessità. Se questo è il dato nazionale, per il Mezzogiorno la situazione è catastrofica, considerato che il Pil procapite, da Roma in giù, è la metà di quello del Nord: se non si colma questa divario, non ci potrà essere una ripresa solida e rapida per la nostra economia. Crisi economica, crisi sociale, ma soprattutto, e questa interessa da vicino i Lions, crisi morale.
Abbiamo perso i grandi valori che furono fondanti per la nascita e la crescita dello Stato Italiano: Unità, Uguaglianza, Solidarietà, Fratellanza, Rispetto delle Regole Civili. Negli ultimi anni in Italia la politica si è ridotta alla ricerca di piccoli tornaconti personali.
Al contrario, la Società, per crescere, ha bisogno di nutrirsi di grandi ideali e di coniugare etica e morale: se, come Lions, fossimo capaci di recuperare queste motivazioni, avremmo compiuto già dei grandi passi in avanti.
In una società in cui ciascun cittadino tende a chiudersi in se stesso, a non confrontarsi con l’altro, a non dialogare, a non aprire una discussione critica, noi, come Lions dobbiamo recuperare il senso della Comunità, che diventa l’unica garanzia per la crescita morale delle persone: bisogna far si che ciascuno esca dal proprio guscio protettivo, per evitare l’angoscia della solitudine, e riprenda a vivere nella dimensione dell’Umanità.
Dice il filosofo Aldo Masullo “occorre riscoprire la relazione di questo o quell’elemento, che, da vicino o da lontano, tocca la vita di ciascun uomo e lo provoca a rispondere; nella risposta del soggetto pensante ad ogni gesto di sfida di altre forze viventi, in ogni occasione decisiva si rivela la libertà.”
Le sfide che attendono i Lions del nostro Distretto sono tante: dalla libertà di pensiero ad un progetto di costruzione di un impegno, che non si limiti ad amministrare l’esistente; dai grandi temi della laicità al desiderio di giustizia e libertà. Il compito dei Lions è proprio quello di ricostruire l’etica perduta, dando spazio a libertà e responsabilità.
E’ quindi giunto il momento di lanciare una “campagna per l’impegno sociale e morale”.
In una fase storica in cui prevalgono scollamento e distacco, delega e rinuncia, la testimonianza di ogni persona, che è disposta di mettersi in gioco per costruire, è il segno che è possibile costruire un’altra Umanità.
Come Lions dobbiamo essere consapevoli delle grandi sfide che ci attendono: si tratta di non stare in silenzio, cercare il senso delle cose, andare in campo aperto ed impegnarci per le grandi battaglie civili e morali, senza interesse di parte, ma facendoci guidare dalla bussola dei valori.
Bisogna ritrovare la strada maestra e camminare tutti insieme per combattere il conformismo e lavorare ogni giorno per il bene e il progresso del’umanità, impegnandoci a costruire percorsi di giustizia e solidarietà, con opere concrete.
I Lions non hanno ricette magiche, ma insegnano che si può essere sentinelle nella notte e costruttori di armonia, giacché da tempo hanno fatto la loro scelta: stare dalla parte dell’Uomo.
Non dimentichiamo che il progetto dei Lions è fatto di libertà, libero confronto, di rispetto reciproco e di tolleranza. Esso è teso ad unire le singole differenze e le diversità: dobbiamo riscoprire i valori comuni ed esercitare quella solidarietà che è guida di ogni nostra azione quotidiana. Dobbiamo come Lions cercare motivi di incontro e di dialogo fra di noi e con gli altri, per riscoprire il senso del nostro stare insieme, che deve costituire una ricchezza, che può accrescere i valori fondanti della nostra Associazione e non dobbiamo cadere, né nell’autocelebrazione, né nello sterile e depressivo pensiero del “siamo fatti così”. E’ dunque sempre più urgente l’impegno dei Lions, uomini di buona volontà, per rafforzare gli ambiti di quella Libertà che, con orgoglio, ostentiamo con la “L” del nostro distintivo. Per questi motivi vogliamo ribadire l’importanza di un’etica civile, mirata al rispetto reciproco alla dignità della persona ed alla salvaguardia delle diversità.
I Lions rilanciano etica e principi morali che non sono commerciabili, appartengono all’animo di tutti gli uomini e contribuiscono a difendere la dignità e la centralità dell’Uomo, la sua libertà, i suoi sogni, le sue utopie.
La centralità dell’Uomo non è né imposta né disciplinata, ma è costitutiva delle fondamenta dell’Associazione ed è portatrice di valori: l’Uomo che ha Fede, l’Uomo che ha senso di Giustizia, l’Uomo che ha Amore, l’Uomo che ha Temperanza, l’Uomo che lavora per Servire.
Diceva Maria Teresa di Calcutta “le persone che si amano, in modo totale e sincero, sono le più felici del mondo. Magari hanno poco, magari non hanno nulla, ma sono persone felici; tutto dipende dal modo in cui ci amiamo”.
L’amore, come l’amicizia, è una pianta che ha bisogno di coltivazione, l’amicizia richiede cure e sforzi come doni personali. Ma tali doni debbono essere reciproci. Non si può sperare di ricevere, senza offrire nulla in cambio: l’approccio amichevole deve corrispondere ad uno slancio uguale dalle due parti: poco importa chi faccia il primo passo.
Il Lionismo intende il rapporto umano come Amore e perenne aspirazione dell’Uomo alla Felicità, all’Unione, alla Pacifica Convivenza e può rappresentare quell’elemento di equilibrio tra sviluppo e tradizione, tra spiritualità e pragmatismo, che ci riporta ai tre principi di Libertà, Uguaglianza e Fratellanza, che rappresentano un ideale sociale ed etico, a cui gli uomini di buona volontà debbono attenersi nella prassi quotidiana.
6) IL RUOLO DEL LIONISMO IN UNA SOCIETA’ IN CAMBIAMENTO
La maggiore risorsa della nostra Associazione è l’Uomo, che non ha paura del confronto tra idee diverse, ma le ritiene una ricchezza attraverso la sintesi e la costruzione di un umanesimo liberale e democratico.
I Lions sono uomini liberi di pensiero, caratterizzati dal dialogo e dal dubbio, che si identificano nel libero confronto teso ad unire le diversità, le differenze, le disparità, per diventare luogo di formazione, di solidarietà, di accoglienza e di servizio per gli altri.
Due devono essere i principi ispiratori dell’azione dei Lions in questo anno sociale: l’ ENTUSIASMO e la PASSIONE.
Dobbiamo ritrovare l’entusiasmo nelle azioni di tutti i giorni, che come recita il mio motto “Nulla Dies Sine Linea”, non debbono essere grandi azioni, ma costanti e continue. Ogni giorno dobbiamo dare una pennellata per dipingere un grande quadro, ogni giorno dobbiamo mettere un mattone per costruire un palazzo solido. Un’antica massima afferma che “ la ragione fa fare le cose migliori del mondo, ma non le più grandi”. Lo scorso anno girando per i Club incontrai al suo settantesimo compleanno un Socio che dichiarò con foga giovanile “senza entusiasmo non si fa nulla di grande e di duraturo”.
Dobbiamo tutti insieme ritrovare l’entusiasmo che corona e completa la ragione e la forza: l’entusiasmo che accende il fuoco dell’aspirazione a tutte le cose belle e buone, l’entusiasmo che muta la fisionomia del mondo, che abbellisce la realtà presente e poetizza l’avvenire.
La passione è quel sentimento che scatta nella costruzione di opere buone, è quel sentimento che fa scattare l’orgoglio dell’appartenenza all’Associazione: un Socio può essere una brava persona, brava e caritatevole, ma non sarà mai un perfetto Lions, se il suo animo resta imprigionato nel reale e nell’immediato, se ignora lo slancio di un ideale verso la luce, se è incapace di inseguire il suo sogno.
Un perfetto Lions ha nel suo cuore entusiasmo e passione, che permettono di ricercare la luce della Verità, l’equilibrio della Giustizia, la dolcezza dell’Amore, la Solidarietà nei confronti del Diverso.
L’unione di Soci fa nascere i Clubs, che sono il motore dell’Associazione e costruttori del futuro del Distretto; essi devono lavorare insieme, in modo che in sinergia, si possa ritrovare il senso dell’appartenenza.
7) UN IMPEGNO CONCRETO SUL TERRITORIO PER ESSERE E NON APPARIRE
La società è in continuo cambiamento e anche l’Associazione deve adeguarsi ai tempi moderni: non è ammissibile che mentre ci avviamo a celebrare i 100 anni del Lionismo, oggi si vuole intervenire sul territorio ancora con opere di beneficenza e raccolte di fondi, che sono fuori dal Lionismo.
I tempi sono cambiati e ai Clubs è richiesto un impegno concreto per la costruzione di opere durature e visibili: bisogna dedicare meno impegno ai dibattiti e ai convegni, specialmente quando questi sono fine a se stessi, e pensare “in grande”, per rispondere con services concreti, ai bisogni del territorio e dei cittadini. Abbandoniamo definitivamente le logiche esaustivamente conferenziere, lasciamo le impalpabili chiacchiere salottiere, usciamo dagli orticelli esclusivi e rivolgiamoci con services concreti, utili e duraturi, per costruire percorsi di cittadinanza attiva, aperti al territorio, rivolti a chi ha bisogno di aiuto morale e materiale. Mi sia concesso di fare un esempio per tutti.
La casa di accoglienza di Salerno permette a tanti familiari di poter essere vicini e alleviare le pene di un loro ammalato in difficoltà: è vero che ci sono voluti molti anni per la sua realizzazione, ma oggi è un fiore all’occhiello per tutto il Distretto. Ed allora, su questo modello, perché non pensare di costruire qualcosa di duraturo nel Distretto, anche se ci vorranno alcuni anni?
Diamo continuità al nostro lavoro quotidiano, sapendo che nessun Governatore, se saggio e lungimirante, potrà mai disconoscere l’impegno per la costruzione di una grande opera: se vogliamo il bene dell’Associazione, dimentichiamo l’autoreferenzialità, sapendo che al nostro interno ci sono le capacità e le professionalità per adoperarci al benessere del territorio.
Programmazione e Concretezza devono essere le linee guida dei Club, che dovranno operare per essere e non apparire; nella consapevolezza che il volontariato non vuol dire pressapochismo; un buon Club è quello che riesce a fare sintesi ed unità di azione tra le indicazioni del Governatore e l’autonomia e la libertà del Club.
Il faro che deve guidare l’azione di ciascun Club è lo Statuto dell’Associazione e quindi il Rispetto delle Regole: in più di 40 anni di Lionismo ho verificato che molto spesso queste regole vengono disattese dai Soci, più perché le ignorano, che per malafede. Allora è necessaria una maggiore informazione ed una più approfondita formazione dei Soci da parte del Distretto.
L’art. 6 dello Statuto Tipo di Club prevede che un Club, per operare, deve avere almeno 20 Soci e purtroppo, molto spesso, nel nostro Distretto c’è l’anomalia di Clubs con un numero di Soci di gran lunga inferiore: è necessario rispettare le regole a tutti i livelli, per cui sarei felice se, entro il 30 settembre, i Clubs riuscissero ad avere almeno 15 Soci.
Per poter continuare ad operare concretamente sul territorio, è necessaria una seria campagna di aggregazione o di abbinamento fra Clubs viciniori. Sono fermamente convinto che molti dall’esterno ci guardano, e guardano al Lionismo quale scuola di formazione, altruismo e solidarietà.
Dobbiamo allora dimostrare di essere forti e coesi per combattere le ingiustizie sociali, le iniquità, le povertà morali e materiali.
Sono in atto processi globali di cambiamento tra gli uomini, ma i valori culturali, spirituali ed etici, di cui i Lions sono portatori, e che si esprimono nella Libertà, nell’Uguaglianza, nella Tolleranza e nella Solidarietà, non si sono esauriti, né sono stati superati. Essi sono ancora principi fondanti dell’azione quotidiana di ciascuno Socio.
Guardiamo con fiducia al progresso dell’Uomo, ai cambiamenti tecnologici e alla difesa dell’ambiente, sapendo che il futuro dipende dalle nostre speranze, dal nostro esempio, dal nostro impegno per ricostruire la dignità dell’uomo e la coesione sociale.
Impariamo, come Lions, dal nostro passato e guardiamo al futuro, vivendo con intensità il presente e diventeremo così creatori e protagonisti del nostro destino, sapendo che il Governatore di turno, pur essendo un rifermento per tutta l’Associazione, rimane essenzialmente un Socio come tutti gli altri, senza alcuna presunzione o vanagloria.
Il Governatore ha il dovere di difendere l’unità del Distretto che è un bene incommensurabile, sapendo che l’unità non è un fattore statico, ma va costruito e difeso giorno dopo giorno.
“We Can“, come disse Obama; noi possiamo, ma solamente se rimarremo uniti.
Bene ha fatto il Past Presidente Internazionale Madden a dimostrare la continuità di azione dell’Associazione, facendo diventare permanenti i services sul libro parlato e sull’imboschimento delle zone abbandonate e prive di verde, in modo che i Soci di tutto il mondo possano continuare un’ azione tanta apprezzata sul territorio.
Il neo Presidente Internazionale Barry Palmer ha specificato ad Amburgo che ogni Socio ha un “sogno nel cassetto” ed ha spinto ognuno di noi ad aprire quel cassetto per “inseguire e realizzare quel sogno”.
Palmer ha detto che i Lions sono stati scelti per crescere e per far crescere gli altri secondo le tre direttive d’azione, che sono la Responsabilità , il Riconoscimento e il Raggio d’Azione .
Tutto ciò sarà possibile realizzare se poniamo la dovuta attenzione alla crescita associativa, ponendosi un obiettivo minimo del 10% di aumento dei Soci. Anche io ho un sogno: sarei felice se, dopo sei lunghi anni di decremento del numero dei Soci, ponessimo un freno a tale emorragia.
Penso che ciò sarà possibile se daremo visibilità ai nostri services, se ci rivolgeremo all’esterno con un’adeguata campagna pubblicitaria del nostro essere e del nostro fare, se le nostre iniziative saranno più sobrie e meno pompose, se il sito dell’Associazione, che oggi prende una nuova veste grafica, sarà vissuto da tutti i Soci e anche da quanti oggi non lo sono, se daremo spazio alle proposte e alle idee dei Leo, che rappresentano non il nostro futuro ma il nostro presente, e con loro costruiremo un nuovo percorso, a partire da oggi.
Sono convinto che se voi ACCETTERETE LA SFIDA, tutti insieme potremo vincere e rendere il nostro Distretto, più forte, più grande, più unito.
Io ci credo e conto molto sul vostro aiuto.
La Solidarietà e l’Armonia accompagni le nostre Azioni.